È stato presentato ufficialmente il rapporto di ricerca della quinta annualità del progetto ValPeROC, dedicato alla valutazione del percorso della Rete Oncologica Campana e promosso dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale in collaborazione con il VIMASS Lab del DISAQ dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. L’indagine, curata da un team multidisciplinare coordinato dal Professor Francesco Schiavone e dal Dottor Sandro Pignata, attesta il consolidamento della Rete Oncologica Campana come modello di eccellenza e benchmark sul piano nazionale e internazionale. I dati aggiornati a maggio 2026 evidenziano il vasto impatto operativo della rete, con 144.167 pazienti totali presi in carico dall’attivazione, circa 35.000 nuovi casi nel solo 2025, circa 2.500 nuovi inserimenti mensili nel 2026 e 671 Gruppi Oncologici Multidisciplinari attivi, di cui 455 interaziendali. L’efficacia del modello ha generato risultati concreti sulla gestione sanitaria della Regione Campania, tra cui la riduzione della mobilità passiva extra-regionale, scesa dal 18,41% del 2022 al 16,85% del 2024, l’aumento del 28% dei volumi di interventi di chirurgia oncologica ad alta complessità eseguiti nelle strutture regionali e il fatto che il 43% dei Medici di Medicina Generale possiede oggi le credenziali di accesso alla Piattaforma ROC. La valutazione delle performance della quinta annualità si basa su un campione di 492 pazienti afferenti a 10 strutture ospedaliere e 6 GOM di patologia relativi a mammella, colon, polmone, prostata, vescica e ovaio, registrando un indice composito di performance di 8,92 su una scala fino a 10 e confermando un livello di qualità eccellente. Tra gli indicatori principali emersi dal monitoraggio spiccano l’elevata multidisciplinarità con un indice di eterogeneità degli Extended Team pari a 0,99 su un massimo di 1,00, l’ottima qualità dei tempi assistenziali che vede l’82% dei pazienti ricevere una decisione terapeutica entro 28 giorni dalla prima visita GOM e il 72% ricevere il primo atto terapeutico entro 21 giorni dalla decisione, una spiccata appropriatezza diagnostica con l’83% degli esami aderente ai PDTA ufficiali, e una riduzione delle inefficienze testimoniata dal fatto che il 93% degli esami svolti in fase Pre-GOM non viene ripetuto in fase GOM. Anche la soddisfazione del paziente registra punteggi medi molto elevati per la qualità dell’assistenza medica con 4,67 su 5, per le caratteristiche del servizio con 4,69 su 5 e per l’accessibilità con 4,35 su 5. Nonostante la maturità del sistema, il rapporto mette tuttavia in luce una forte pressione operativa derivante dalla crescita della domanda assistenziale. I Case Manager si confermano il fulcro della rete coordinando sia i percorsi clinici sia l’attivazione della continuità territoriale, con una netta evoluzione verso la Simultaneous Care in corso di trattamento, ma ciascun Case Manager gestisce in media 248 nuovi pazienti a semestre, superando così il limite di sicurezza raccomandato di 150 pazienti all’anno. Per questo motivo, il rapporto individua tra le priorità strategiche per i prossimi anni la stabilizzazione del personale sanitario, il potenziamento dei presidi territoriali Spoke e il rafforzamento dei percorsi dedicati alla popolazione migrante e al contrasto della tossicità finanziaria nei pazienti oncologici.
BOOM – Breast Outputs and Outcomes Monitoring
Misurare il valore generato dal percorso mammella per contribuire al suo miglioramento continuo BOOM – Breast Outputs and Outcomes Monitoring è un progetto dedicato alla misurazione multidimensionale degli esiti del percorso diagnostico-terapeutico della mammella, promosso dal VIMASS Research Lab del

